
C'è una parola che può stabilire quanti soldi ricevi dopo un incidente d'auto e, allo stesso tempo, se uno sciopero dei trasporti può svolgersi nei giorni vicini a una festività. È franchigia, un termine che sembra appartenere a mondi completamente diversi, ma che conserva in entrambi un legame con il suo significato più antico: la libertà.
La parola è tornata nelle notizie in occasione dello sciopero generale del 30 ottobre 2026. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha disposto il differimento dello sciopero in diversi settori, richiamando la regola della franchigia legata alla commemorazione dei defunti. Un'espressione tecnica che ha attirato l'attenzione anche di chi, fino a quel momento, aveva incontrato questa parola soltanto in una polizza assicurativa.
Per capire che cosa accomuni situazioni tanto differenti bisogna risalire all'origine del termine. Franchigia deriva dal francese antico franchise, a sua volta legato a franc, cioè libero. Nell'Europa medievale indicava una condizione di libertà o un privilegio riconosciuto a una città, a una comunità o a determinati individui. Le franchigie potevano consistere in autonomie amministrative, esenzioni da tributi o altri diritti concessi da un'autorità.
La libertà di cui si parlava, quindi, non era necessariamente quella di tutti. Spesso si trattava della possibilità, accordata a qualcuno, di sottrarsi a un obbligo che continuava a valere per gli altri. È proprio questa idea di esenzione da una regola o da un pagamento ad aver accompagnato la parola nei secoli.
Il significato è ancora riconoscibile nell'espressione franchigia doganale, che indica un'esenzione dal pagamento di determinati dazi. Anche la franchigia postale permette, nelle condizioni previste, di spedire corrispondenza senza sostenere le normali spese di affrancatura. Persino nel linguaggio della marina la parola ha conservato un senso vicino a quello originario: andare in franchigia significa poter scendere a terra, liberi temporaneamente dagli obblighi del servizio.
Nelle assicurazioni, invece, il meccanismo può apparire quasi rovesciato. La franchigia è la parte del danno che resta a carico dell'assicurato, secondo quanto stabilito dal contratto. Se una polizza prevede una franchigia assoluta di 300 euro e il danno ammonta a 1.000 euro, la compagnia ne risarcisce 700, salvo altre condizioni contrattuali. In questo caso, a essere esonerato dal pagamento di una parte dell'indennizzo è l'assicuratore, non il cliente.
Esiste anche una franchigia relativa, che funziona diversamente: quando il danno supera la soglia stabilita, il risarcimento può essere integrale. La distinzione mostra quanto sia importante leggere con attenzione le condizioni di una polizza, perché la stessa parola può indicare meccanismi economici differenti.
Ma perché si parla di franchigia anche durante uno sciopero?
Nel settore dei servizi pubblici essenziali, e in particolare nei trasporti, i periodi di franchigia sono intervalli nei quali non possono essere effettuati scioperi, secondo le regole applicabili ai diversi servizi. Sono previsti soprattutto in coincidenza con festività, grandi spostamenti e altre circostanze nelle quali occorre tutelare la continuità dei servizi.
Nel trasporto aereo, per esempio, è previsto un periodo di franchigia dal 30 ottobre al 5 novembre, in corrispondenza delle giornate vicine alla commemorazione dei defunti. Il riferimento alla franchigia nello sciopero del 30 ottobre 2026 nasce proprio da questo tipo di limitazione.
È importante non confondere la franchigia con le fasce di garanzia. Queste ultime sono gli intervalli orari nei quali determinati servizi devono essere comunque assicurati anche durante uno sciopero. La franchigia, invece, riguarda periodi nei quali lo sciopero non può essere effettuato nei settori interessati. Diversa ancora è la precettazione, cioè il provvedimento con cui l'autorità competente può ordinare, nei casi previsti dalla legge, di rinviare o limitare un'astensione dal lavoro.
A prima vista, la franchigia assicurativa e quella degli scioperi sembrano avere poco in comune. In realtà entrambe definiscono un'eccezione: nel primo caso delimitano l'obbligo di risarcimento, nel secondo individuano giorni sottratti alla possibilità di scioperare in determinati servizi.
Il percorso della parola è quindi singolare. Da un'idea medievale di libertà e privilegio, franchigia è diventata anche il nome di un limite. Un limite economico, quando si parla di assicurazioni; temporale, quando si parla di scioperi.
Ed è forse questo il particolare più interessante: una parola nata per indicare la possibilità di essere liberi da un obbligo oggi viene usata anche per stabilire quando una libertà non può essere esercitata.
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